ACCESSIBILITÀ
DA "WIKIPEDIA":
«L'accessibilità, in informatica, è la capacità di un dispositivo,
di un servizio o di una risorsa d'essere fruibile con facilità da
una qualsiasi categoria d'utente.
Il termine è comunemente associato alla possibilità anche per persone
con ridotta o impedita capacità sensoriale, motoria, o psichica
(in termini generali disabile o diversamente abile sia temporaneamente
sia stabilmente), di fruire dei sistemi informatici e delle risorse
software a disposizione. Il termine ha trovato largo uso anche nel
settore di Internet col medesimo significato.
L'ACCESSIBILITÀ NEL WEB
Requisiti fondamentali
Nel web, un sito web accessibile facilita l'accesso ad individui
con ogni tipo di disabilità, ma anche ad individui non affetti da
patologie. Più nello specifico:
Utilizza un codice semanticamente corretto, logico e validato secondo
i parametri del W3C
Utilizza testi chiari, fluenti e facilmente comprensibili
Utilizza testo alternativo per ogni tipo di contenuto multimediale
Sfrutta titoli e link che siano sensati anche al di fuori del loro
contesto (evitando, ad esempio, link su locuzioni come "clicca qui")
Ha una disposizione coerente e lineare dei contenuti e dell'interfaccia
grafica
Inoltre dovrebbe essere compatibile col maggior numero di browser
e PC e utilizzare colorazioni standard e ad alto contrasto.
L'applicazione corretta dei criteri di accessibilità deve permettere
la lettura da parte di software detti screenreader specifici per
ipovedenti o non vedenti del terminale video.
CMS accessibili
I criteri di accessibilità hanno importanza anche nella realizzazione
dei Sistemi di Gestione dei Contenuti (Content Management System
o, più brevemente, CMS), ossia di quei sistemi web che permettono
la creazione e la pubblicazione di documenti da parte di più autori
che, talvolta, dispongono di una vera e propria struttura editoriale.
In questi casi, è opportuno non solo rendere il sito conforme agli
standard, ma anche:
aiutare gli autori a pubblicare documenti che non compromettano
l'accessibilità;
fornire soluzioni CMS accessibili direttamente agli autori con disabilità.
Il W3C (World Wide Web Consortium) ha emanato nel 2000 delle linee
guida, le ATAG (Authoring Tools Accessibility Guidelines).
Standards e leggi
Esistono alcuni standard ed alcune linee guida per definire l'accessibilità.
Le linee guida internazionalmente più diffuse per quanto riguarda
il web sono le WCAG, Web Content Accessibility Guidelines della
WAI, Web Accessibility Initiative (sezione del World Wide Web Consortium).
In Italia per le nuove realizzazioni e le modifiche apportate dalla Pubblica amministrazione al proprio o ai propri siti web si deve tenere conto (a pena della nullità dei contratti stipulati) della "Legge Stanca" (Legge 4 del 9 gennaio 2004, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 17 gennaio 2004), e successivamente resa operativa col decreto attuativo di fine 2005. Lo stesso identico obbligo è in carico, come contenuto nell'art. 2 della legge, agli enti pubblici economici, alle aziende private concessionarie di servizi pubblici, alle aziende municipalizzate regionali, agli enti di assistenza e di riabilitazione pubblici, alle aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico e alle aziende appaltatrici di servizi informatici. L'obbligo della applicazione della legge sussiste esclusivamente per i siti pubblici (o di interesse pubblico) mentre, sempre nell'ambito pubblico le disposizioni di legge non si applicano ai sistemi informatici destinati ad essere fruiti da gruppi di utenti dei quali, per disposizione di legge, non possono fare parte persone disabili.
Una importanza notevole viene attribuita alle definizioni contenute nella legge:
a) «accessibilità»: la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari;
b) «tecnologie assistive»: gli strumenti e le soluzioni tecniche, hardware e software, che permettono alla persona disabile, superando o riducendo le condizioni di svantaggio, di accedere alle informazioni e ai servizi erogati dai sistemi informatici.
La legge italiana - oggetto di accesi dibattiti sul suo reale peso nel favorire l'accessibilità del web nella misura in cui l’accessibilità dei siti non è un obbligo espresso ma una semplice conseguenza dell’articolo 4, che colpisce con la nullità i contratti che non prevedono il rispetto dei 22 requisiti - si pone come obiettivo quello di dare attuazione al principio di uguaglianza previsto dall'art. 3 della Costituzione Italiana e quindi garantire il diritto di accesso ai servizi informatici e telematici della pubblica amministrazione e ai servizi di pubblica utilità da parte delle persone disabili. Le disposizioni della legge si applicano oltre che ai siti web, oggetto principale della normativa, anche, ad esempio, secondo quanto sancito dall'art.5, al materiale formativo e didattico utilizzato nelle scuole di ogni ordine e grado.
La stesura finale della legge nasce dalla fusione di numerose proposte e vari dibattiti che hanno portato alla nascita di un gruppo di lavoro della Segreteria Tecnico-Scientifica della Commissione Interministeriale per l'impiego delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione a favore delle categorie deboli e svantaggiate a cui ha partecipato anche il CNR. Tra le associazioni che hanno contribuito al dibattito si ricorda la sezione italiana dell' IWA.
Negli Stati Uniti è in vigore un'altra legge, seguita come linea guida in tutto il mondo, denominata "Section 508".
La normativa italiana, dopo quella statunitense, costituisce un punto di riferimento riconosciuto dalla comunità internazionale. Altre leggi sull'accessibilità sono state varate in varie nazioni, una lista è disponibile sul sito del W3C.»
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